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RITRATTI
siamo noi, la famiglia, i genitori, le sorelle, i fratelli, le cugine, i cugini, tutti gli altri, li conosciamo, i loro nomi, le loro storie, i nonni e le nonne già un po‘meno, i bisnonni e le bisnonne? C’è ogni tanto una storia, una avventura, gli antenati del cinquecento, del duecento?
Però, sono dentro di noi, la loro genetica,il loro vissuto è dentro di noi, siamo noi……
I nostri corpi portano le tracce dei loro vissuti, tracce senza nomi e significati riconoscibili .
I ritratti esposti sono ritratti di persone che portano tracce non identificabili dei loro antenati scritte sotto forme di testi sulle diversi strati delle opere che emergono qua e là sulla superficie
Rolf Bienentreu (2025)
«et pourtant ces êtres du passé vivent en nous, au fond de nos penchants, dans le battement de notre sang. Ils pèsent sur notre destin. Ils sont ce geste qui ainsi remonte depuis la profondeur du temps. »
Rainer Maria Rilke, Lettres à un jeune poète
TAVOLE CONTEMPLATIVE

Évènements antérieurs

GRAFFITI
Viene dal momento, dal tempo prima del nostro tempo, da una vita quotidiana, nomi, immagini, linee appena visibili nel loro rifiuto, il nostro desiderio dí incompleto è il loro potere e l’invito nei sogni, segni ci portano al loro tempo proprio qui a un certo punto nella strada di questa casa, a questa chiesa qualcuno li ha lasciati per sé stesso, per gli altri dal passaggio, dal galoppo del desiderio . Una prima immagine e poi altre sempre lì dove c’è ne sono già, un io momentaneo e oltre vanità della vita quotidiana e non è l’ufficiale pianificato, invece è ciò che vuole uscire direttamente dalla persona, è un sorriso, una parola, è una melodia e cattura quel momento e gli dà una forma, è il qui e ora di una persona e lì sul muro è rimasto e il luogo trova una insondabile e strana profondità. Sono segni immediati, autentici delle persone che hanno vissuto qui, lavorato, amato, sognato e questo ha cambiato il luogo fino a quando non è diventato quello che è. Ciò è che rende i graffiti così preziosi e unici, i muri sono così solitari, i graffiti sono le loro voci passate, la loro festa.
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Das kommt aus dem Augenblick, aus der Zeit vor unserer Zeit, aus einem Alltag, Namen, Bilder, Linien noch gerade sichtbar in ihrer Verweigerung, unsere Lust am Unvollständigen ist ihre Macht und Einladung in den Traum, Zeichen führen zu ihrer Zeit, gerade hier, irgendwann in der Strasse an diesem Haus, an dieser Kirche irgendjemand für sich, für die anderen aus dem Schritt und im Vorübergehen, aus dem Galopp der Lust.
Irgendwann ein erstes Bild, dann neue immer da wo andere schon sind wie Worte, ein Ich, ein Wir im Augenblick und darüber hinaus, Eitelkeiten des Alltags und es ist nicht das Offizielle, das geplant Konstruierte, es ist das, was ganz unmittelbar aus dem Menschen will und ein Lächeln, ein Wort, eine Melodie ist und diesen Moment einfängt und ihm eine Form gibt, es ist das hier und jetzt einer Person und dort an der Wand ist es geblieben und der Ort findet hierdurch eine schwer sondierbare Tiefe, es sind unmittelbare Zeichen der Menschen, die hier gelebt, gearbeitet, geliebt, geträumt haben und das hat ihn verändert bis er das wurde was er ist. Das ist, was die Graffiti so kostbar und einzigartig macht, die Wände sind so einsam, Graffiti sind ihre vergangenen Stimmen, ihr Fest.
Rolf Bienentreu (2026, historische Graffiti des Bergell)
Inno alla contemplazione
Rolf Bienentreu ha lavorato una vita a contatto con i bambini, essendo pediatra, e ha sempre apprezzato, nei bambini, la loro capacità di osservare tutto. Per loro il minimo e sfuggente ha la stessa importanza dell’organizzato e imponente, la priorità la decide lo sguardo, il momento; nulla è più importante di qualcos’altro a priori.
Delle singole esistenze cosa resta? Qualcuno sarà ricordato per sempre, come condottiero, scienziato, artista o per la sua condotta, buona o cattiva sia essa stata.
Ma del loro quotidiano? E le voci? Le risate? Le abitudini?
Bienentreu circa 40 anni fa ha ricevuto da un signore di Malans, proprietario di una casa di Soglio un discreto numero di libri, poi donati a musei e biblioteche; tra questi figurava uno su cui era scritto” questo libro appartiene a Lorenzo Pool”.
Parallelamente cresceva il suo interesse per i graffiti e l’intenzione di condividere alcune scoperte.
Per esempio a Soglio, circa 15 anni fa, fu restaurato il Palazzo Salis e lui fotografò diversi graffiti a carattere erotico, ora coperti; nel medesimo villaggio, su una parete di Casa Antonio gli si ripresentò il nome di Lorenzo Pol. Fece una ricerca per cercare di ricostruire chi fosse questa persona, vissuta presumibilmente tra il 1700 e il 1800, senza trovare granché.
Doris Oberneder ha condiviso questa passione per i graffiti, oltre a portare il suo interesse per le mappe. Così, dall’unione delle loro arti e delle loro sensibilità è nato questo progetto, che è essenzialmente un invito a soffermarsi e ad interrogarsi sulle tracce di umanità che ci circondano, mescolate ai segni dell’evolvere naturale del nostro pianeta. Guardiamo, dunque e meravigliamoci.
Alcuni segni in sanguigna, grazie all’ossido di ferro, resistono dal 1600, sono come la voce non pianificata del tempo prima del nostro tempo. Ed è bellissimo intrattenersi con cose piccole, di nessuna importanza, come le nuvole che sembrano qualcos’altro o i nodi nelle assi delle camere.
Donatella Rivoir (La Bregaglia, 26.3.2026)
https://labregaglia.ch/notizie/cultura/inno-alla-contemplazione